Soames li guardò allontanarsi. Era bello il ragazzo, con quel mento da Forsyte e gli occhi profondi, grigio-scuri; ma c’era in lui qualcosa di solare, che brillava nel suo sorriso, forse, nei suoi capelli. Meglio davvero di quel che si fossero meritati, quei due! Scomparvero alla sua vista, nell’altra stanza, e Soames continuò a guardare la Città futura, senza vederla. Un lieve sorriso dava alle sue labbra un’espressione ringhiosa. Sentiva di disprezzarsi per la violenza del proprio sentimento, dopo tanti anni. Fantasmi! Sì, ma quando si diventa vecchi, che altro resta all’infuori dei fantasmi passati? Ah, c’era Fleur! Fissò gli occhi sull’ingresso. Doveva arrivare; ma l’avrebbe fatto ancora aspettare, certamente! E a un tratto notò davanti a sé una specie di brezza umana, una piccola figu